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2 GIUGNO - MANIFESTAZIONE UNITARIA A ROMA

2 giugno, Manifestazione Nazionale Unitaria Cgil Cisl Uil di pomeriggio a Roma.

In occcasione della Festa della Repubblica, valorizzando il concetto che la Repubblica Italiana è fondata sul Lavoro

E' in corso la Conferenza Stampa Unitaria su labor tv.

Appena avremo notizie organizzative piu precise completeremo le Informazioni

SINDACATI DENUNCIANO COSTI SOCIALI DEREGULATION COMMERCIO

«La deregulation degli orari commerciali non può essere derubricata come un "naturale" approdo di una società che si evolve, né si tratta di un obbligo derivante da normative europee, come a volte si sente dire». Lo affermano Marzio Govoni, segretario provinciale Filcams-Cgil, Liliana Castiglioni, segretario provinciale Fisascat-Cisl, e Lorenzo Tollari, segretario provinciale Uiltucs-Uil di Modena, aggiungendo che l'Italia è diventata l'unico paese in Europa in cui non esistono regole rispetto agli orari del commercio e dei pubblici esercizi. Per i sindacati ciò è dovuto essenzialmente alle pressioni della potentissima lobby della grande distribuzione, privata e cooperativa.

«La gran parte degli addetti del commercio sono donne che si arrabattano nella difficile arte di conciliare famiglia e lavoro, in un settore nel quale gli orari individuali già oggi cambiano continuamente per adattarsi alle esigenze del lavoro – ricordano Govoni, Castiglioni e Tollari – Un settore in cui spesso si compiono ricatti di ogni tipo, quello occupazionale per primo, un settore in cui trionfa la precarietà. Nel piccolo commercio cresce il lavoro nero e irregolare; l’estensione di orari sulle lavoratrici potrebbe essere un'autentica mazzata. I segnali ci sono tutti. Si annunciano dimissioni di lavoratrici con figli che non hanno una rete familiare che consenta di conciliare vita e lavoro». Per i sindacati modenesi del commercio una persona che non lavora, che a trent'anni si ritira dal lavoro o che precipita nel vortice del lavoro nero è un enorme costo per la collettività. Nessuna impresa che ha iniziato o inizierà ad aprire tutte le domeniche ha in programma l'assunzione di lavoratori. La risposta verrà data con la flessibilità interna. «E chi non potrà essere flessibile? – chiedono Filcams-Fisascat-Uiltucs - La domenica sono forse aperti gli asili? Funzionano a pieno regime i trasporti pubblici? No, ma così dovrà accadere. E chi sosterrà quei costi? Certamente non la grande distribuzione. In una società che decide di non avere più l'interruzione settimanale, la giornata di riposo comincia a diventare un lusso intollerabile destinato a pochi privilegiati. Il giorno del riposo, della famiglia, dei culti, del volontariato, della cultura, del rallentamento, della riflessione diventerà un residuo del passato, sommerso dalle musiche di sottofondo di un centro commerciale». È un modello di società povero e frantumato, nel quale l'identità collettiva è sostituita dal consumo di merci; una società sazia ma disperata che sull'altare dell'economia sacrifica ogni cosa. Il Natale è un giorno come un altro, la storia di una comunità e di un Paese soccombono a fronte di un buon incasso. È una società dove molte donne saranno costrette ad abbandonare il lavoro e a tornarsene a casa o a convivere con una eterna precarietà esistenziale. «Il silenzio assordante della politica modenese su di una vicenda che solo nella nostra provincia cambia la vita di migliaia di persone è il segnale di una preoccupante distanza dalla realtà del ceto politico nostrano. Oppure no, è semplicemente una scelta di campo. Un campo sbagliato, s'intende», concludono Marzio Govoni, segretario provinciale Filcams-Cgil, Liliana Castiglioni, segretario provinciale Fisascat-Cisl, e Lorenzo Tollari, segretario provinciale Uiltucs-Uil di Modena.